Intervista alla cosplayer Roberta Penny Grimes

roberta penny grimes cosplay

Oggi riprendiamo le interviste ai cosplayer di tutto il mondo con Roberta Penny Grimes, cosplayer nota in Italia e all’estero.

roberta penny grimes cosplayer1) Com’è nata la tua passione per il mondo cosplay?

Allora, io sono sempre stata un’appassionata degli anime, ma non avevo idea che anche in Italia esistesse il cosplay. L’ho scoperto per caso grazie ad un evento a Palermo, Cospladya, nel 2011, dove ho conosciuto tanti altri appassionati e scoperto che esisteva una grande community anche in Italia.

2) Come si diventa un cosplayer professionista? Come si può riconoscerlo? Qual è la sua vita al di fuori del cosplay?

La figura del “cosplayer professionista” ancora non mi è chiara, suppongo che per professionista si intende uno pagato per essere ospitato agli eventi, ma mi riesce difficile associare questa parola a quello che fondamentalmente è un hobby. Diversa è, invece, la figura del cosplayer bravo, che è quello che partecipa alle gare importanti e viene selezionato per prendere parte agli eventi internazionali più importanti, vedi WCS, Euro cosplay o ECG. La vita di un cosplayer al di fuori del cosplay è una vita normalissima, io ad esempio lavoro, vado in palestra e gioco ai videogiochi!

roberta penny grimes cosplayer
Foto di Nunzia Passaro photography

3) Come ti prepari prima di un’esibizione?

Faccio diverse prove a casa, se è un’esibizione molto coreografica. Mi è capitato per Korra ad esempio, per la cui esibizione mi sono preparata due mesi nel cortile di casa con l’aiuto di un’amica per imparare a usare gli attrezzi che mi servivano per simulare gli elementi.

4) In veste di giurato, invece, quali sono gli elementi che rendono ottimo un cosplay?

La fattura e la fedeltà al personaggio originale sono ciò che distingue un cosplay fatto bene da uno approssimativo. Non occorre usare materiali costosissimi, conta la resa finale, l’interpretazione del personaggio e le emozioni che riesce a trasmettere un cosplayer durante la sua esibizione.

5) Ultimamente, nei gruppi dedicati al cosplay, si parla di una degenerazione, sia nelle fiere, sia nei comportamenti di singoli. Cosa ne pensi?

Purtroppo è inevitabile che la diffusione a macchia d’olio di un hobby che fondamentalmente era per appassionati e di nicchia porti a un aumento delle persone che lo praticano esclusivamente per la visibilità, che, purtroppo, grazie ai social, riescono a ottenere anche fin troppo facilmente. Personalmente penso che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, e vi assicuro che ai livelli alti delle gare che ho menzionato prima la ragazzetta che fa i personaggi in bikini non arriverà mai. Poi tutto sta a scegliere a che tipo di notorietà puntare, ovviamente il pubblico che ti seguirà sarà quello che tu stessa/o hai voluto attirare col tuo comportamento.

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Foto di Davide Bellino

6) Secondo te, quali sono gli aspetti positivi delle fiere italiane e dove, invece, si potrebbe migliorare?

Personalmente mi sono sempre divertita alle fiere a cui ho partecipato in tutta Italia, personalmente cercherei di migliorare la disposizione degli stand e dividerli per merce trattata, come avviene al Japan Expo di Parigi, ma mi rendo conto che questo non è sempre possibile visti gli spazi spesso ridotti che vengono concessi agli enti che organizzano le fiere.

Foto di copertina: Giovanni Pugliese

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Annarita Faggioni

I work as a copywriter and my passion for anime/manga world was born in 1993.

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