[:it]Intervista alla mangaka Filomena Nostrale per Deep Green[:en]Interview to Italian Mangaka Filomena Nostrale for “Deep Green”[:]

deep green

[:it]Filomena e suo fratello sono gli autori del manga italiano “Deep Green” e lo raccontano in questa intervista.

L’intervista

1) Filomena, come nasce la tua passione per il mondo anime/manga? Quando hai maturato l’idea di realizzare storie tue?

La mia passione per il mondo dell’animazione giapponese è iniziata quando ero piccolissima. Ogni giorno rimanevo incollata davanti alla TV a bocca aperta a gustarmi gli episodi delle serie che venivano trasmesse all’epoca. Son cresciuta con colossi quali Lady Oscar e I Cavalieri dello Zodiaco. Solo molto anni dopo ho scoperto che quei cartoni animati erano la trasposizione animata di fumetti famosissimi in Giappone. L’idea di creare storie originali, in effetti, è venuta a mio fratello in tempi più o meno recenti. Ho sempre disegnato, ma ho iniziato a interessarmi allo stile manga solo nel 2008 ed è da allora che è cominciata la nostra avventura.

2) Hai lavorato sia “In singolo”, che in coppia con tuo fratello. Secondo te, quali sono i pro e contro di entrambi i metodi di lavoro?

Sia dal lavoro in coppia che da singolo ci sono sempre e solo cose positive. Ovvio che lavorando in due, faccio l’esempio di Deep Green, ho meno lavoro, o meglio, la patata bollente della sceneggiatura è completamente nelle mani del mio socio, quindi diciamo che sono più rilassata sotto quest’aspetto e posso dedicarmi con più impegno al disegno in se. Ma lavorare da sola all’altra mia opera mi sta facendo crescere artisticamente proprio perché devo scontrarmi ogni volta con la sceneggiatura che non è la mia “materia principale”. C’è sempre da imparare e si finisce con l’apprezzare ancora di più il lavoro che c’è dietro la stesura di un manoscritto che poi prenderà vita grazie alle immagini che noi disegnatori aggiungiamo.

Filomena Nostrale
Filomena Nostrale

3) Come si presenta un progetto come Alone in the Headwind a una realtà editoriale?

Alone in the Headwind nasce nel 2009. All’epoca non avevo assolutamente le idee chiare su come doveva essere questa storia. Era un miscuglio di manga che leggevo in quel periodo, e nonostante all’epoca avessi chiesto aiuto a mio fratello anche per la sceneggiatura, alla fine il prodotto non mi soddisfaceva per nulla.

Avevo pubblicato sul web i primi due capitoli che adesso sono completamente diversi. Per anni poi ho accantonato la storia in attesa di una mia maturazione anche sotto il profilo tecnico di disegno. Quando mi son sentita pronta l’ho proposta a Mangakugan. Era il mio sogno poter pubblicare su una rivista così bella, e finalmente tutto il lavoro che ho fatto è stato premiato. La storia è abbastanza semplice, forse anche per questo è stata presa subito bene dai lettori. Parla dell’apocalisse che deve essere sventata dai protagonisti che nascondono molte sorprese e risorse dietro il loro aspetto di tranquilli liceali.

4) Raccontaci il tuo lavoro su Deep Green.

L’idea di realizzare un fumetto sugli scacchi l’ho avuta nel 2008. Gestire una storia con un gioco così complesso non è semplice, bisogna studiare bene le partite che si inseriscono senza cadere in tecnicismi eccessivamente complessi da risultare noiosi ed incomprensibili per il lettore. Le regole degli scacchi di Deep Green sono le stesse che conosciamo tutti, con la differenza che le partite mettono in palio la durata vitale dei giocatori.

Inizialmente, le 42 persone coinvolte in questo esperimento condotto da un misterioso “dottore”, fanno fatica a credere ad una situazione del genere, ma la morte improvvisa di uno dei giocatori farà cambiare loro subito idea. Per alcuni questa si rivela un’opportunità senza precedenti per allungare la propria vita a discapito degli altri.

Arthur, il protagonista, è un giocatore di scacchi molto esperto e sa che la cosa migliore è tenersi lontano dai guai, ma l’attrazione per l’esperimento lo metterà spesso in pericolo…

5) Come nasce una sceneggiatura?

Questo è il mio modo di lavorare sulla sceneggiatura: per prima cosa, ovviamente, bisogna avere un’idea o un tema di fondo e pensare un luogo in cui si svolgeranno le vicende (es. per Deep Green sono gli scacchi), poi passo alla creazione di uno o più protagonisti che deve o devono avere pertinenza con il tema scelto (es. voglio creare una storia sul calcio? Il protagonista è un dilettante che aspira a diventare professionista, oppure un ragazzo che odia il calcio perché gli è successo qualcosa… chiedo venia per la banalità degli esempi), dopodiché procedo con il pensare ad un obiettivo che il protagonista deve raggiungere e agli ostacoli che incontrerà e di conseguenza all’antagonista o gli antagonisti (es. il nostro calciatore aspira alla serie A, ma viene sconfitto nelle prime partite, l’allenatore lo mette in panchina, si accende la rivalità con un compagno di squadra etc etc.).

Una volta fondate queste basi, una cosa che per me è fondamentale è scrivere una sinossi di questa storia. Bisogna scriverla come se la si volesse portare ad un editore o farla leggere a qualcuno. Se dopo due giorni la rileggete e vi sembrerà una buona storia, allora questa forse lo sarà. Queste sono le basi, o meglio i passaggi che di solito compio quando devo creare una nuova storia.

6) L’esperienza su Mangakugan.

L’esperienza su Mangakugan è una delle più belle fatte fino ad ora. Come dicevo prima era il mio sogno entrare in quella “grande famiglia”. Dico così perché quella è l’aria che si respira nella webzine. I boss della rivista sono due cari amici e colleghi, Elena Toma e Thomas Lucking, e si nota molto la professionalità che loro mettono nel lavoro di fumettisti anche nello gestire una webzine che non è proprio un lavoro semplice.

La rivista Mangakugan è un ottimo trampolino di lancio per i giovani autori che vogliono farsi notare dai vari editori che spesso spulciano le sue pagine. Tutte le storie che sono pubblicate lì sono bellissime e auguro a tutti i miei colleghi di poter presto arrivare anche ad una pubblicazione cartacea.

7) Ragazzi, come vi leggiamo? Dove vi troviamo?
Per leggere le nostre storie vi riportiamo i link di Mangakugan e della nostra casa editrice E.F. Edizioni – Reika Manga e ovviamente potete seguire anche le nostre pagine di Facebook.

http://www.efedizioni.com/

http://www.mangakugan.it/

https://www.facebook.com/pages/Ketsu/140800452629600

https://www.facebook.com/pagesDeepGreen

https://www.facebook.com/alonelucifer




[:en]Filomena and her brother wrote together their first manga, “Deep Green”. They tell us all about it in this interview!

The interview

1) Filomena, how your passion for anime/manga world was born? When did you choose to create your own stories?

My passion for the world of Japanese animation began when I was very young. Everyday, I was glued to watch TV and I followed episodes of many anime. I grew up with giants such as Lady Oscar, and The Knights of the Zodiac. Only many years later, I found out that those cartoons were animated adaptation of famous manga in Japan. Recently, the idea to create original stories has come to my brother. I always draw, but I have started to get interested in the manga style only since 2008 and so our adventure begins.

2) You worked alone and with your brother. In your opinion, what are the pros and cons of both methods of work?

Both from working in pairs that alone there are always and only positive things. Obviously, if we are working in two, (I think to “Deep Green”), I have less work to do, because the script is completely in the hands of my partner, then we say they are more relaxed in this and I can take more care to drawing itself.

Instead, if I work alone, my work let me grow artistically, because I have to fight each time with my script that is not my “main subject”. There is always more to learn, and you end to love your work that goes into the writing of a manuscript which then comes to life thanks to the images that a mangaka can add.

Filomena Nostrale
Filomena Nostrale

3) How will be a presented a project like Alone in the Headwind to a publishing house?

Alone in the Headwind was born in 2009. At the time, I had no clear idea of how it had to be this story. It was a mixture of manga that I read at that time, and although at the time I asked for help from my brother for the script, the end product did not satisfy me at all.

I had published on the web the first two chapters, but they are now completely different. For years then I shelved my story waiting to be ready from the technical point of view. When I felt ready, I proposed it to Mangakugan.

It was my dream to publish a magazine so beautiful, and eventually all the work I’ve done has been rewarded. The story is quite simple, perhaps for this reason has been taken off well by readers. Apocalypse talks to be thwarted by the protagonists that hide many surprises and resources behind their appearance of high school students peacefully.

4) Tell us about your work on Deep Green.

The idea of making a manga about chess arrived in 2008. Managing a story with such a complex game is not easy, you have to study well the games that fit without falling into overly complex technicalities as to be boring and incomprehensible to the reader . The rules of the Deep Green chess are the same as we all know, with the difference that the lots put up for grabs the vital life of the players.

Initially, the 42 people involved in this experiment by a mysterious “doctor”, find it hard to believe such a situation, but the sudden death of one of the players will immediately change their mind. For some this proves an unprecedented opportunity to extend his own life at the expense of others.

Arthur, the protagonist, is a chess player very experienced and knows that the best thing is to stay out of trouble, but the attraction for the experiment will put him often in danger …

5) What is your method to write a script?

This is my way of working on the script. First, of course, you have to have an idea or an underlying theme and you have to think about a place where the events will take place (eg. For Deep Green is chess). Next step is to create one or more characters that should or must be relevant to the chosen theme (eg. I want to create a story about football? The protagonist is an amateur who aspires to become a professional, or a guy who hates football because something happened … I apologize for the banality of these examples), then you proceed with thinking about the goal that the protagonist has to reach and obstacles that he/she will meet and therefore the antagonist or antagonists (eg. our footballer aspires to Serie A, but he/she is defeated in the first matches, the coach put him/her on the bench, turns on the rivalry with teammate etc etc.).

Once founded these basis, something that is fundamental for me is to write a synopsis of the story. You have to write it as if you wanted to bring it to a publisher or have it read to someone. If after two days re-read and you feel like a good story, then this probably will be. These are the basics, or rather the steps that usually I make when I have to create a new history.

6) The experience of Mangakugan.

The experience of Mangakugan is one of the finest made so far. As I said before it was my dream to get into that “big family”. I say so because that is the air you breathe in the webzine. The magazine’s bosses have two dear friends and colleagues, Helen Thomas, and Thomas Lucking, and you notice very professionalism that they put in the work of cartoonists also in managing a webzine that’s not really an easy job.

The Mangakugan magazine is a great springboard for the young authors who want to get noticed by the various publishers who often Grooming its pages. All the stories that are published here are beautiful and I wish all my colleagues to soon be up to a print publication.

 

http://www.efedizioni.com/

http://www.mangakugan.it/

https://www.facebook.com/pages/Ketsu/140800452629600

https://www.facebook.com/pagesDeepGreen

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

I work as a copywriter and my passion for anime/manga world was born in 1993.

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