Kremisi & Killer Loop’s: intervista a Stefano Labbia

stefano labbia kremisi killer loops

Stefano Labbia è sceneggiatore, poeta e autore anche di due graphic novels, Killer Loop’s e Kremisi. Ci racconta i protagonisti di queste storie e curiosità per i lettori in questa intervista.

L’intervista

1)Tu lavori in diversi settori. Scrivi romanzi e poesie, lavori e scrivi in radio e hai firmato e girato una webserie (con importanti riconoscimenti all’Infinity Film Festival Mediaset 2016). Come fai a far tutto?

Ma grazie a Voi! Io non so se sono “unico”. So che scrivo con naturalezza perché mi piace farlo, l’ho sempre fatto e, risultati o meno, sempre lo farò. Sono due anni che ho preso, per così dire, il toro per le corna e… Devo dire che sono in pace con me stesso e questo è il periodo più felice della mia vita.

Forse impiegherò molto più tempo degli altri (ad affermarmi NdR) che, spesso e volentieri, almeno in Italia, hanno un “canale preferenziale”, ma ce la farò. Riuscirò a dire la mia. Fino ad ora non ho mai fatto molta fatica a trovare un editore che pubblicasse le mie opere. Gratuitamente. Ci tengo a specificarlo perché è una piccola grande conquista, a parer mio…

Molti mi dicono che la situazione editoriale italiana fa di un autore un mendicante. Io credo che chi la pensa così sia solo invidioso. Del resto secondo una statistica la maggior parte della gente soffre il proprio lavoro che non è quello che vorrebbe, “quello dei sogni” diciamo. Io ho sempre voluto scrivere. Era un sogno. Ora sto vivendo i miei sogni. È “normale” imbattersi in frustrati e gelosoni, dunque…

 

2)Chiedi mai consigli a qualcuno oppure oramai hai acquisito una certa esperienza di settore e sai già il fatto tuo?

Negativo. Sono sempre alla ricerca di consigli, pareri, opinioni… Le critiche per me sono sempre un punto di riferimento. Quelle costruttive, almeno. Il “Perché no” credo non sia una risposta da considerarsi valida, “autorialmente” parlando. E purtroppo mi è stata data da un produttore mediamente famoso. La mia risposta in questo caso è stata: “Grazie per il suo feedback! Può essere gentilmente più specifico? Ho bisogno di crescere come autore e la sua risposta non mi aiuta in tal senso. Grazie”.

Ovviamente non ha più risposto. Chissà, magari adesso sta leggendo… Se voglio dirgli qualcosa? No, credo che il suo “feedback” si commenti da solo… Parlando poi con un amico produttore mi ha confidato che rispondono così quando non hanno abbastanza soldi per produrre il progetto. Quindi, ragazzi, su col morale e bussate a qualche altra porta, prima di chiudere nel cassetto la sceneggiatura (o il libro) assieme agli altri sogni!

 

3)Hai detto che probabilmente Kremisi, così come Super Santa e Titania saranno pubblicati all’estero. È così difficile trovare un editore in Italia che creda in un progetto importante come questo?

Premesso che in Italia gli editori adorano gli one shot volume ovvero i volumi singoli, auto conclusivi… Non credo sia tanto la serialità che spaventa quanto tutto il resto. Penso che il costo maggiore per una Casa Editrice, data la quantità di volumi / libri in uscita in genere ogni anno nel nostro Belpaese, dovrebbe essere quello relativo alla promozione. Non basta pubblicare un post sponsorizzato sui social e gettarlo lì.

Farlo equivale a lanciare un ghiacciolo in un vulcano… Va fatta una strategia di marketing serrata, aggressiva e mirata sul target del pubblico da raggiungere. Una campagna del genere ha ovviamente un costo importante e va spalmata nell’arco di settimane. Ma anche così, lavorando “solo” sui social il successo non è assicurato.

Ci sono molte variabili , è vero (la presenza alle fiere di settore, nel caso dei comics, è fondamentale), ma… Se spendi 500 e passa euro di stampa, tanto vale investirne altri 500, come minimo, per avere un possibile ritorno, questo anche con un occhio al futuro. Anche la distribuzione poi a mio parere vale un buon 40 / 50 % per il successo di un libro.

Poi, ovvio, c’è la “promozione classica”: TV, giornali, radio… Siamo un popolo di over 50 principalmente: lontani da internet. Lontani dai nuovi media. In sostanza no non sarebbe difficile. Lo è perché non sappiamo vedere tra le righe. Non amiamo rischiare. E siamo ancorati pericolosamente al passato.

 

4)Quindi? Non c’è un segreto… Non c’è un trucco… L’editoria è un rischio?

È proprio questo il punto. Si, l’editoria è un rischio e a meno di non scendere a “patti”, l’editore nel 90% ci rimette. Certo, sempre in minor ragione dell’autore (questo a meno di non firmare contratti importanti…).

Credo proprio che ci sia bisogno di una svolta, sotto questo punto di vista: non possiamo essere tacciati sempre come emergenti / esordienti finché non ci chiedono autografi o finché non appariamo su Wikipedia. Molti autori sono partiti con il self publishing e, solamente dopo che hanno raggiunto numeri importanti, hanno ricevuto proposte interessanti da una o più Big del settore.

Ma, come cantava Morandi, con questo sistema “Uno su mille ce la fa”. Siamo un popolo che non legge (in Italia NdR) ed escono / si stampano più libri di quanti ne acquistiamo, mediamente, purtroppo. Ecco il perché dei romanzi grafici (o graphic novel). Colori, storie, verità. La diffusione è arrivata anche nelle grandi catene librarie, finalmente. Abbiamo bisogno di leggere. Il mezzo della narrazione non è importante. Il contenuto lo è. E tornando alla tua domanda: no non c’è una ricetta segreta. Spesso tra i più venduti in classifica vedo “libri” di alcuni youtuber. Vai a sapere perché…

 

5)Dici che il mondo dell’arte, della cultura non è in crisi per un problema economico ma morale, insomma?

Il problema credo sia che adesso chiunque insegue il guadagno – meglio se facile. Il mondo della cultura, dell’arte… Beh è brutto da dire ma gira tutto attorno al “dio denaro” da parecchio tempo. Si produce – in Italia in particolare – solo quello che fa vendere, il libro “scritto” dal Vip, il prodotto che porta nelle sale più pubblico possibile. E non importa cosa. Non importa se sono 45 minuti di rumori intestinali emessi dalla “web star” di turno.

Questo purtroppo vale in ogni campo culturale… Figurati che dovevo realizzare l’intervista con un blog di una fumetteria che parla di comics e di graphic novel: beh… hanno fatto marcia indietro per il semplice fatto che i volumi che ho in uscita saranno fruibili solo nel circuito delle librerie di catena e non in quelle specializzate… E non è la prima volta che capita… Ma non importa. Dicono che tutti i nodi alla fine vengono al pettine, giusto?

 

 

6)Parliamo un po’ di Kimberly, questo killer prezzolato con un cuore, un’anima (?!), chiacchierone e con il debole per le donne… È un The Mask che ha mangiato un Lupin III che ha dentro di sé Jigen che ha divorato Bugs Bunny e… che altro?

Mah un po’ tutti quelli… Io ci aggiungerei anche un pizzico di Ryo di City Hunter e di altri che non dico perché la ricetta è segreta! (ride) Seriamente, Kimberly è nato così ed è subito piaciuto alla maggior parte degli editori con cui sono entrato in contatto. LFA Publisher mi ha fatto un’offerta seria, contratto alla mano dopo aver visto concept e script, senza tanti giri di parole. Ed è così che si fa! Volere è potere. Ed io ne sono l’esempio vivente…

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ABOUT THE AUTHOR

Annarita Faggioni

I work as a copywriter and my passion for anime/manga world was born in 1993.

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